La colonica è relativamente moderna. Fu costruita negli anni ’70, in loco ad un annesso dello storico Podere Becucci, per la precisione, dove stavano presse per la paglia, polli e conigli.
Al Poggio si facevano Vino, Olio, Latte, Grano e frutta; c'erano la casa grande, i capanni, il pozzo e le cantine, una piccola striscia di bosco ed una vallata di coltivi.
Becucci era il cognome di mia nonna, Mara, primogenita di Luigi, figlio di Alessandro, figlio di Raffaello, il capostipite.
Raffaello è il più lontano Becucci di cui si hanno memoria e ricordo, anche se stando al "Catasto Generale di Terraferma" del 1795, la nostra famiglia era qui presente da molto tempo prima.
Raffaello era figlio di un parto unico per l'epoca, vicino al sovrannaturale: Tre gemelli maschi. Tutti e tre vivi. Una nascita mitica, quasi mistica, e con quel chè di sacro che sembra benedire l'inizio di un'importante genealogia.  
Ho sempre dato retta a quest'aspetto magico della nostra genesi tanto da credere che la mia famiglia sia nata insieme con questa terra e con questi olivi, che le nostre radici ed il Poggio coincidano per origine e sostanza. Non siamo nobili, ma portiamo nel sangue l’eroico gesto della costante presenza. E ne siamo orgogliosi.
L'Azienda Agricola Becucci è stata chiusa con l'ultimo Chianti Colli Senesi del 1995 etichettato da me con la coccoina.

Tutte le volte che la campagna del Poggio cambia di forma e colore, riaffiorano immagini e bisbigliano racconti.   
Luigi, nonno di mia madre, era un cacciatore di volpi, amava la musica; si sdraiava nell'aia e metteva su un disco.
Mia nonna aveva i capelli neri lunghissimi, viveva con gli alberi, capre, galline, gatti, cani e pavoni.
I pavoni facevano un verso che ancora mi da il brivido delle sere d'estate, col vento fresco; dormivano sul leccio sopra la Cantina, un gigante sacro di 550 anni.
E le lucciole punteggiavano la notte sulla vallata, che guardando il panorama pareva che San Gimignano stesse sospesa a mezz'aria.
Quello che è stato del Poggio è morto con la voce di mio nonno; quello che rammentiamo con emozione è la spinta che ci muove; quello che facciamo è costruire il futuro.